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Controllo della fauna selvatica – soluzioni ed interventi

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L’incremento del numero dei sinistri stradali con fauna selvatica ha determinato la Provincia alla ricerca di soluzioni che possano costituire un efficace strumento di tutela, sia della fauna selvatica, sia della pubblica incolumità, senza nel contempo causare un’alterazione sensibile dell’ambiente.
Questa ricerca ha portato il III Settore Provinciale all'individuazione di una tipologia di dissuasori ottici per impedire l’attraversamento delle strade da parte della fauna selvatica. L’installazione di questi dissuasori aveva comportato la riduzione di circa l’80% dei sinistri sul territorio di alcune riserve di caccia della Provincia di Bolzano.
I dissuasori sono costituiti da speciali catarifrangenti che funzionano esclusivamente in ore serali e notturne ed utilizzano la luce prodotta dai fari dei veicoli che transitano sulla carreggiata, proiettandola esclusivamente in direzione dei campi o dei boschi che costeggiano le strade, con funzione deterrente degli attraversamenti da parte della selvaggina.
Una prima sperimentazione è stata condotta mediante la collocazione dei catarifrangenti sulle seguenti strade provinciali:

  • S.P. 69 BEURA – TRONTANO
  • S.P. 71 DI MASERA
  • S.R. (ex S.S.) 549 DI MACUGNAGA
  • S.P. 46 OCCIDENTALE DEL LAGO D’ORTA
  • S.P. 54 DEL LAGO DI MERGOZZO

Il posizionamento dei catarifrangenti antiselvaggina si colloca in un quadro più ampio di interventi svolti dal Corpo di Polizia Provinciale nel settore del controllo della fauna selvatica:

  • contenimento numerico della specie Cinghiale, Cormorano e Nutria sul territorio del VCO;
  • attività di indagine al fine di individuare i responsabili delle immissioni abusive di fauna selvatica (specie alloctone o invasive);
  • sperimentazione della concreta partecipazione dei cacciatori e dei proprietari o conduttori di fondi agricoli, in qualità di coadiutori, per l'effettuazione delle operazioni di contenimento numerico della specie Cinghiale.

I proprietari o conduttori di fondi agricoli, in possesso di porto d'armi ad uso venatorio, possono collaborare alle operazioni di contenimento della specie Cinghiale, previa presentazione dell'allegato modulo di dichiarazione sostitutiva dell'atto di notorietà, con l'elenco dei fondi agricoli di proprietà o oggetto di conduzione, accompagnato da fotocopia fronte retro del porto d'armi ad uso venatorio. Gli interventi di contenimento sono consentiti esclusivamente sui terreni di proprietà o oggetto di conduzione da parte dell'agricoltore, nel rispetto delle indicazioni impartite dalla Polizia Provinciale.